La festa delle castagne di Marradi è una ricorrenza ben conosciuta dai residenti, ma spesso una piacevole scoperta per chi visita il paese. Nel borgo del Mugello si passeggia tra vie e bancarelle assaggiando caldarroste, accompagnati dal profumo della legna accesa. Al centro della festa c’è il Marrone del Mugello, frutto legato da generazioni alla vita di queste colline.
Una festa che appartiene al paese
Per chi vive a Marradi, la festa delle castagne è molto più di un semplice appuntamento sul calendario: è un momento per ritrovarsi e raccontare il territorio attraverso un prodotto dalle radici profonde. Chi arriva da fuori può lasciarsi guidare dal profumo del fumo delle caldarroste e dal via vai dei visitatori verso il cuore del paese.
La manifestazione si svolge tradizionalmente nelle domeniche di ottobre, anche se le date possono variare di anno in anno. Prima di partire, conviene controllare il calendario aggiornato e le informazioni diffuse dal Comune o dagli organizzatori. L’esperienza ruota intorno a bancarelle, castagne appena cotte e specialità a base di marroni locali.
La dimensione raccolta è ciò che distingue questa festa dalle sagre pensate soprattutto per attirare grandi folle. A Marradi, l’evento si intreccia con le strade del paese e con una tradizione agricola ancora viva. Anche senza conoscere il programma, si può passeggiare, assaggiare e osservare il borgo mentre cambia ritmo.
Il Marrone del Mugello, al centro della tavola
Qui la castagna non è un ingrediente qualunque. Il Marrone del Mugello, apprezzato per la sua pezzatura e la polpa, ha ottenuto l’indicazione geografica protetta. Alla festa lo si trova soprattutto arrostito, ma può essere usato anche in ricette dolci e salate, a seconda dei banchi e delle proposte di quella specifica edizione.
Le caldarroste sono il richiamo più immediato: si gustano calde, spesso ancora nel cartoccio, mentre si continua a camminare. Per chi vuole provare qualcosa di diverso, si possono cercare prodotti a base di farina di castagne e dolci tradizionali. L’offerta cambia ogni anno, quindi è meglio considerare gli assaggi come una scoperta, non come un menu garantito.
Dietro ogni frutto c’è il lavoro dei castanicoltori, dalla raccolta alla selezione. Le castagne hanno segnato a lungo l’economia delle zone montane del Mugello e raccontano ancora il legame concreto con il paesaggio. Alla festa, questa storia emerge dalle specialità in vendita e dai prodotti che arrivano sulle tavole.
Come godersi Marradi senza fretta
Conviene arrivare con un po’ di anticipo, soprattutto se si vuole mangiare con calma e visitare i banchi. Marradi si trova nell’Appennino tosco-romagnolo, e anche il viaggio fa parte dell’esperienza. Durante la festa può esserci più affluenza del solito: meglio controllare in anticipo collegamenti, parcheggi ed eventuali indicazioni per raggiungere il centro.
Una volta arrivati, ci si può lasciare guidare dalla curiosità e dal profumo delle caldarroste. Si può iniziare proprio da quelle, poi fermarsi a osservare i prodotti locali e chiedere ai venditori come vengono preparati. Sono scambi brevi, ma aiutano a capire quali specialità sono davvero disponibili quel giorno.
La festa dà il meglio di sé quando non la si riduce a una corsa tra un assaggio e l’altro. I residenti ne conoscono i ritmi; chi arriva in visita può scoprirli con calma. E quando il cartoccio è vuoto, resta il ricordo di Marradi attraverso uno dei suoi sapori più riconoscibili.