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gastronomia

Nelle valli alpine la polenta concia è ancora un rito: fontina filante, burro e tanto amore

3 min di lettura
Nelle valli alpine la polenta concia è ancora un rito: fontina filante, burro e tanto amore

Prima ancora dell’odore arriva il rumore: il mestolo di legno che raschia il fondo del paiolo, lento, mentre la polenta si addensa e cambia voce. Poi il burro sfrigola nel tegame, la fontina si scioglie e tira fili lunghi come seta calda, e la cucina si riempie di latte e di nocciola. Il segreto che separa una concia cremosa da una colla gommosa sta nel fuoco: il formaggio va aggiunto a fiamma spenta, a pezzi, e mescolato finché il tutto non diventa crema.

Per quattro: pochi ingredienti, da scegliere con cura

⏱️
Preparazione20 min
🍳
Cottura50 min
⚡
Totale70 min
🔥
Calorie650 kcal
💰
Costo€€
👥
Porzioni4 persone
Ingredienti
4
di farina di mais per polenta, a grana media
di farina di mais per polenta, a grana media250 g
🥬
litro di acqua1
di sale grosso
di sale grosso10 g
🥬
di Fontina DOP della Valle d’Aosta, a cubetti di circa un centimetro250 g
di burro
di burro80 g
🥬
di Parmigiano Reggiano grattugiato40 g
pepe nero macinato al momento
pepe nero macinato al momento

Il momento giusto? Quando la polenta si stacca da sola dal paiolo

  1. Tira fuori la fontina dal frigo mentre l’acqua si scalda: se è fredda, si scioglie male e tende a sfilacciarsi.
  2. Porta a bollore un litro d’acqua con il sale, in un paiolo di rame o in una casseruola alta e pesante.
  3. Versa la farina a pioggia, senza fretta, e mescola senza fermarti con un mestolo di legno: così eviterai che si formino grumi.
  4. Abbassa la fiamma al minimo e cuoci per 40-45 minuti, mescolando spesso, finché la polenta si stacca dalle pareti e dal fondo.
  5. Spegni il fuoco. Aggiungi metà della fontina e metà del burro, poi mescola con energia: il formaggio si scioglierà e la polenta diventerà lucida.
  6. Versa metà della polenta in una pirofila bassa e coprila con metà della fontina rimasta. Aggiungi il resto della polenta, poi la fontina rimasta e il parmigiano.
  7. Fondi il burro rimasto in un padellino, finché prende un bel colore nocciola, poi versalo a filo sulla superficie.
  8. Inforna a 200 gradi per 5 minuti, giusto il tempo di far sciogliere il formaggio in superficie.
  9. Servi subito, in piatti caldi, con una macinata di pepe nero.

Dove si vince o si perde la concia: formaggio, farina e fuoco

In Valle d’Aosta la polenta concia è un piatto di famiglia, da gustare calda e in compagnia. Ed è proprio per questo che vale la pena prepararla a casa: gli ingredienti sono pochi e ogni errore si sente subito.

Cerca la sigla Fontina DOP sulla crosta e lascia perdere le confezioni già grattugiate: la fusione ne risente. Il sapore giusto sa di nocciola e di prato, e lo riconosci al primo morso.

Per questo piatto, niente polenta istantanea: su questo non si discute. Ci vuole una farina a grana media, che mantenga il corpo senza trasformarsi in una crema piatta. Se la polenta resta liquida, la fontina affonda e tutto si appiattisce, come una minestra dimenticata sul fornello.

Il formaggio va aggiunto sempre a fuoco spento. Sulla fiamma, la fontina si separa e lascia affiorare il grasso, diventando elastica come una gomma da masticare. Lontano dal calore, invece, si scioglie lentamente e avvolge ogni chicco. Niente fiamma, niente scorciatoie.

Quando il bosco o la salvia entrano in cucina

Con i porcini: salta in padella 200 g di funghi porcini puliti con uno spicchio d’aglio e un po’ di prezzemolo tritato, poi distribuiscili sulla polenta prima di aggiungere il formaggio. È la mia versione preferita quando i boschi danno il meglio: il gusto di sottobosco tiene testa al grasso della fontina, senza coprirlo.

Con la toma piemontese: sostituisci metà della fontina con la toma, dal sapore più delicato. Il piatto perde un po’ di profondità, ma guadagna leggerezza e si lascia gustare più facilmente, anche a fine pasto.

Con la salvia croccante: fai sfrigolare il burro con qualche foglia di salvia finché diventa dorata e croccante, poi versalo sulla polenta. Il gusto si fa più pungente e meno dolce: una variante per chi ama i piatti di montagna più asciutti. E il profumo arriva in tavola prima della polenta.

Rocco Siglawi è autore su A Malafemmena Osteria, dove scrive di cucina napoletana.

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